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Tuscia Film Fest 2026: il grande cinema italiano conquista Viterbo e il cuore della Tuscia
Il cinema italiano torna a incontrare il pubblico nel cuore della Tuscia con la ventitreesima edizione del Tuscia Film Fest, che dal 10 al 18 luglio 2026 ha trasformato Viterbo e alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio in un grande palcoscenico a cielo aperto. Otto serate nell’arena di piazza San Lorenzo, nel centro storico del capoluogo, seguite da un evento conclusivo nel fascino quasi irreale del Sacro Bosco di Bomarzo: una formula ormai consolidata che unisce proiezioni, incontri con attori e registi, premi, iniziative dedicate ai giovani e valorizzazione del patrimonio culturale della Tuscia.
La manifestazione, organizzata dall’Associazione Cineclub del Genio, si conferma così non soltanto una rassegna cinematografica, ma un progetto culturale capace di creare un rapporto diretto tra gli autori, gli interpreti e gli spettatori. Il festival è sostenuto, tra gli altri, dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, dalla Fondazione Roma Lazio Film Commission, dalla Regione Lazio, dal Comune di Viterbo e dalla Fondazione Carivit, insieme a realtà economiche e associative del territorio. Un sistema di collaborazioni che negli anni ha contribuito a fare del Tuscia Film Fest uno degli appuntamenti cinematografici più riconoscibili dell’estate laziale.
Ad aprire l’edizione 2026, venerdì 10 luglio, è stata Virginia Raffaele, arrivata a Viterbo per presentare La vita va così di Riccardo Milani, commedia interpretata, tra gli altri, da Diego Abatantuono, Aldo Baglio e Geppi Cucciari e premiata con il Nastro d’Argento come miglior commedia dell’anno. La presenza della Raffaele ha inaugurato un calendario costruito intorno a una delle caratteristiche fondamentali della manifestazione: non limitarsi alla proiezione del film, ma permettere al pubblico di incontrarne direttamente i protagonisti.
Il giorno successivo piazza San Lorenzo ha accolto Rocco Papaleo e Vanessa Scalera, protagonisti della presentazione de Il bene comune, quinto lavoro da regista dello stesso Papaleo. Domenica 12 luglio è stata invece la volta di Pif, Pierfrancesco Diliberto, e dello sceneggiatore Michele Astori, arrivati a Viterbo con …che Dio perdona a tutti. Tre serate che hanno subito delineato il carattere dell'edizione: una panoramica sul cinema italiano contemporaneo capace di alternare commedia, racconto sociale, ironia e riflessione sul Paese.
Particolarmente intensa la serata del 13 luglio, quando il regista Alessandro Aronadio ha presentato Per te, film drammatico tratto da una storia vera e interpretato da Edoardo Leo. L'appuntamento è stato realizzato in collaborazione con Tuscia in Jazz for SLA, rafforzando quella dimensione sociale che il festival affianca da tempo alla propria attività cinematografica. Il 14 luglio è arrivato invece Sergio Romano con Le città di pianura di Francesco Sossai, uno dei titoli rivelazione della stagione, interpretazione che nel 2026 ha portato Romano alla conquista del David di Donatello come miglior attore protagonista.
Un legame particolare con il territorio ha caratterizzato la serata del 15 luglio. A presentare Primavera, esordio cinematografico del regista teatrale Damiano Michieletto, è stata infatti la giovane attrice viterbese Rebecca Antonaci, parte del cast insieme a Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Stefano Accorsi e Valentina Bellè. Un'occasione significativa per mettere in relazione una produzione cinematografica di respiro nazionale con un talento proveniente direttamente dalla città che ospita il festival.
Il 16 luglio il Tuscia Film Fest ha rivolto lo sguardo ai più giovani e alle famiglie con Gino & Friends. Eroi per la città, film d'animazione presentato dal regista Marco Storani. La serata ha ospitato anche la premiazione degli alunni delle scuole primarie coinvolti nel Progetto Scuole del festival, una delle iniziative attraverso le quali la manifestazione cerca di avvicinare le nuove generazioni al linguaggio cinematografico, non soltanto come spettatori ma attraverso attività formative e laboratoriali.
La parte viterbese della manifestazione si è conclusa venerdì 17 luglio con Tienimi presente, opera prima di Alberto Palmiero, presentata dallo stesso regista insieme al produttore Simone Gattoni. Nel corso della serata sono stati inoltre consegnati i premi Pipolo Tuscia Cinema e I Mestieri del Cinema “Martino Morucci”, mentre il pubblico ha potuto assistere all'anteprima di Sogno lucido, cortometraggio realizzato dagli studenti nell'ambito del Progetto Scuole del Tuscia Film Fest.
Ma il vero epilogo dell'edizione 2026 è arrivato il 18 luglio, quando il festival ha lasciato Viterbo per trasferirsi in uno dei luoghi più enigmatici e affascinanti del Lazio: il Sacro Bosco di Bomarzo. Per la Festa d'estate “Tuscia Terra di Cinema”, il celebre Parco dei Mostri è stato eccezionalmente aperto in orario serale e illuminato per accompagnare il pubblico lungo un percorso in cui cinema, teatro, letteratura e paesaggio si sono incontrati.
La prima parte della serata è stata dedicata a Mattia Torre, autore, sceneggiatore e regista scomparso nel 2019 e profondamente legato alla Tuscia. In tre differenti punti del Sacro Bosco, Cristina Pellegrino, Massimo De Lorenzo e Carlo De Ruggieri hanno dato voce ad altrettanti suoi testi: Lo scherzo presso la Casa Pendente, Figli nell'area del Nettuno e Il piccione salviniano davanti all'Orco. Un itinerario teatrale costruito all'interno del parco che ha trasformato la visita in un omaggio alla scrittura e all'eredità artistica di Torre.
A chiudere definitivamente il Tuscia Film Fest 2026 è stato Paolo Virzì, ospite dell'arena allestita nell'area del Tempio del Vignola per accompagnare la proiezione di Cinque secondi, interpretato da Valerio Mastandrea, Galatéa Bellugi e Valeria Bruni Tedeschi. Al regista è stato inoltre consegnato il premio Tuscia Terra di Cinema “Luigi Manganiello”, suggellando una serata che ha riunito il grande cinema italiano e uno dei complessi monumentali più originali del Rinascimento.
L'edizione 2026 ha confermato anche l'attenzione del festival all'accessibilità: numerose proiezioni sono state accompagnate dalla possibilità di utilizzare audiodescrizioni e sottotitoli attraverso l'app MovieReading. Parallelamente sono proseguite le attività dedicate alle scuole e alla formazione, all'interno di un progetto che punta a costruire un rapporto con il cinema destinato a proseguire ben oltre le giornate estive della manifestazione.
È proprio questa capacità di andare oltre il tradizionale concetto di festival a rappresentare uno degli elementi distintivi del Tuscia Film Fest. Piazza San Lorenzo non è soltanto una sala cinematografica all'aperto e Bomarzo non è semplicemente uno scenario spettacolare: diventano luoghi nei quali il cinema entra fisicamente nella città e nel paesaggio, favorendo contemporaneamente la conoscenza di Viterbo e del suo territorio.
La ventitreesima edizione lascia quindi l'immagine di una Tuscia che utilizza il cinema anche come strumento di promozione culturale e territoriale. Attori, registi, sceneggiatori, studenti e pubblico hanno condiviso gli stessi spazi, mentre alcuni dei luoghi simbolo della provincia di Viterbo sono diventati parte integrante del racconto cinematografico.
Dal primo incontro con Virginia Raffaele nella scenografica piazza San Lorenzo fino alla notte di Paolo Virzì tra le architetture fantastiche del Sacro Bosco, il Tuscia Film Fest 2026 ha costruito nove giorni nei quali il cinema è uscito dalla sala per incontrare direttamente le persone e il territorio. Una formula che continua a identificare la manifestazione e che, dopo ventitré edizioni, mostra come il grande schermo possa essere non soltanto spettacolo, ma anche occasione di incontro, formazione e valorizzazione di un patrimonio storico e paesaggistico unico.
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