Ucraina, dopo il blocco di Starlink, l’Europa deve cercare un’alternativa a Musk
by Giulio de Nicolais d'Afflitto
Le restrizioni improvvisamente introdotte nella notte del 14 ottobre 2026 al sistema di comunicazioni satellitari Starshield, la versione militare della rete Starlink sviluppata da SpaceX, hanno aperto un nuovo e delicato capitolo nella guerra tra Russia e Ucraina, mettendo in evidenza quanto la capacità operativa delle forze armate di Kiev dipenda da infrastrutture tecnologiche controllate dagli Stati Uniti. Secondo quanto riferito dalle autorità militari ucraine, le limitazioni hanno provocato interruzioni nelle comunicazioni con alcuni droni impiegati nelle operazioni belliche, costringendo diverse unità a sospendere le missioni programmate. Il problema non riguarda soltanto l'efficienza di un sistema di telecomunicazioni, ma la possibilità che decisioni assunte al di fuori dell'Ucraina possano condizionare, anche improvvisamente, le capacità di difesa di un Paese impegnato a contrastare l'invasione russa.
Serhiy Beskrestnov, consigliere del presidente Volodymyr Zelensky per le tecnologie militari, ha denunciato che le restrizioni sarebbero state introdotte senza alcun preavviso alle forze ucraine, interessando in particolare i terminali satellitari utilizzati su piattaforme in movimento a velocità superiori a circa 160 chilometri orari. Il 7° Corpo di reazione rapida ucraino ha segnalato interruzioni della connessione della durata di 10-20 secondi anche a velocità inferiori, con conseguenze sulle operazioni dei droni. Il 15 ottobre, tuttavia, una fonte del Ministero della Difesa ucraino ha riferito che il servizio Starshield in movimento era stato ripristinato, senza precisare se tutte le precedenti limitazioni fossero state eliminate. La temporanea interruzione ha comunque dimostrato quanto possa essere vulnerabile una struttura militare che affida una parte essenziale delle proprie comunicazioni a un unico fornitore straniero.
A rendere ancora più preoccupante la situazione sono state le dichiarazioni di Zelensky, secondo il quale, per due notti consecutive, l'Ucraina non avrebbe ricevuto dai propri partner le consuete segnalazioni preventive relative agli attacchi missilistici balistici russi contro Kiev. Si tratta di un problema distinto dalle restrizioni a Starshield, poiché riguarda i sistemi di allerta precoce e le informazioni satellitari utilizzate per individuare il lancio dei missili. Tra le infrastrutture statunitensi fondamentali in questo settore figura lo Space-Based Infrared System, capace di rilevare le emissioni termiche prodotte dai vettori missilistici. Non è stato accertato un collegamento diretto tra i due episodi, ma la loro contemporaneità ha riportato al centro del dibattito internazionale il problema della dipendenza ucraina dalle capacità spaziali americane.
Le responsabilità delle limitazioni a Starshield non sono state definitivamente chiarite. Elon Musk ha sostenuto che i sistemi militari Starshield siano controllati dal governo degli Stati Uniti e che le eventuali restrizioni operative dipendano dalle autorità militari americane e, in ultima istanza, dalla presidenza. Non esistono tuttavia elementi pubblici sufficienti per affermare che Donald Trump abbia personalmente ordinato le interruzioni denunciate dagli ucraini. La vicenda si inserisce comunque in una fase di crescente tensione politica tra Washington e Kiev, durante la quale la disponibilità delle tecnologie satellitari e delle informazioni di intelligence è diventata una questione centrale per la sicurezza nazionale ucraina.
In questo scenario assume particolare rilevanza la società franco-britannica Eutelsat OneWeb, attualmente una delle principali realtà europee nel settore delle telecomunicazioni satellitari in orbita bassa. Eutelsat dispone di una costellazione di oltre 600 satelliti OneWeb, concepita per garantire collegamenti a banda larga e servizi di comunicazione a bassa latenza. La società ha confermato di fornire già connettività in Ucraina attraverso le proprie infrastrutture satellitari e i partner commerciali, dimostrando che una presenza tecnologica europea nel Paese esiste concretamente. Tuttavia, la disponibilità di servizi satellitari non equivale automaticamente alla possibilità di sostituire Starlink nelle operazioni militari, soprattutto quando le comunicazioni devono essere mantenute attraverso terminali installati su mezzi mobili e piattaforme aeree.
Secondo il consulente indipendente Christian Freiherr von der Ropp, intervistato da Reuters, l'attuale architettura della rete OneWeb presenta limiti di capacità, prestazioni e compatibilità con le esigenze operative del fronte ucraino. Il peso, le dimensioni, il consumo energetico e il costo dei terminali rappresentano ostacoli significativi rispetto alle soluzioni Starlink già largamente utilizzate dalle forze armate di Kiev. Inoltre, i terminali delle due reti impiegano tecnologie proprietarie differenti e non possono essere trasferiti da un sistema all'altro attraverso una semplice riconfigurazione. Un eventuale passaggio su vasta scala richiederebbe quindi nuovi apparati, investimenti e una complessa transizione infrastrutturale, difficilmente realizzabile nell'immediato.
Un'altra realtà europea da considerare è SES, società con sede in Lussemburgo e attiva nelle comunicazioni satellitari per governi, imprese, trasporti e organizzazioni internazionali. Le sue infrastrutture, comprese quelle della rete O3b mPOWER, possono contribuire alla diversificazione dei servizi di connettività, ma non costituiscono oggi una sostituzione diretta dei terminali Starlink utilizzati sui droni militari ucraini. La questione, pertanto, non consiste semplicemente nell'individuare una società europea capace di fornire internet satellitare, bensì nello sviluppare un sistema di comunicazioni sufficientemente flessibile, interoperabile e indipendente da garantire continuità operativa anche quando uno dei fornitori dovesse interrompere o limitare il servizio.
L'Unione Europea sta affrontando questa problematica attraverso il programma IRIS², destinato alla realizzazione di una costellazione satellitare europea per comunicazioni sicure e servizi istituzionali e commerciali. Il progetto rappresenta un passaggio importante verso una maggiore autonomia strategica dell'Europa, ma richiederà ancora diversi anni prima di diventare pienamente operativo. Anche la Germania sta sviluppando capacità satellitari militari proprie, mentre il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha riconosciuto pubblicamente la forte dipendenza del continente dalle infrastrutture spaziali statunitensi, richiamando la necessità di accelerare la costruzione di sistemi europei autonomi. La guerra in Ucraina sta così evidenziando una vulnerabilità che non riguarda soltanto Kiev, ma l'intero sistema di sicurezza europeo.
L'esperienza degli ultimi anni dimostra che il controllo delle infrastrutture digitali e satellitari può assumere un'importanza strategica paragonabile a quella delle forniture di armamenti, munizioni e sistemi di difesa aerea. Già nel luglio 2025 un'inchiesta di Reuters aveva ricostruito un episodio risalente al settembre 2022, durante il quale un ordine attribuito a Elon Musk avrebbe provocato l'interruzione della copertura Starlink in alcune aree interessate dalla controffensiva ucraina nella regione di Kherson. SpaceX aveva contestato l'accuratezza della ricostruzione giornalistica, ribadendo il proprio impegno a fornire il servizio all'Ucraina. Le nuove difficoltà dell'ottobre 2026 ripropongono tuttavia lo stesso interrogativo: fino a che punto uno Stato impegnato in una guerra può dipendere da infrastrutture essenziali sulle quali non esercita un controllo autonomo?
Per l'Ucraina, la ricerca di un'alternativa europea a Starlink non rappresenta dunque soltanto una scelta industriale o commerciale, ma una questione di sovranità tecnologica e sicurezza militare. Nell'immediato, nessuna delle reti satellitari europee disponibili sembra poter sostituire integralmente Starshield nelle applicazioni più impegnative, ma la diversificazione delle comunicazioni e lo sviluppo di capacità autonome potrebbero ridurre progressivamente il rischio di dipendere da un solo operatore. Le notti del 13 e 14 ottobre hanno mostrato come le comunicazioni satellitari e le informazioni di allerta precoce siano diventate componenti decisive della difesa moderna. La sfida per Kiev e per l'Europa sarà trasformare questa consapevolezza in infrastrutture concrete, affinché la continuità delle comunicazioni necessarie alla sicurezza nazionale non rimanga subordinata alle decisioni politiche, commerciali o operative di soggetti esterni.
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