Ricky Martin conquista Venezia 2026: dalla musica al grande cinema
foto di Paola Caputo
testo di Giulio de Nicolais d'Afflitto
Ricky Martin è stato uno dei protagonisti più applauditi dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove il 6 settembre 2026 è arrivato al Lido per presentare Hombre al agua, il nuovo film diretto da Gael García Bernal, inserito nella sezione Venezia Spotlight.
Una presenza che ha inevitabilmente attirato fotografi e pubblico, ma che per la star portoricana ha avuto un significato molto più profondo di una semplice apparizione sul tappeto rosso: Martin ha infatti definito la partecipazione alla Mostra veneziana «una pagina molto importante» della propria storia professionale. Abituato da decenni ai grandi palcoscenici internazionali e alle platee oceaniche, l’interprete di Livin’ la vida loca ha ammesso l’emozione di trovarsi per la prima volta, a 54 anni, alla Mostra di Venezia come componente del cast di un film.
In Hombre al agua Ricky Martin interpreta Roby, un attore coinvolto nel film autobiografico realizzato dalla moglie del protagonista Camilo, il bagnino cubano attorno al quale si sviluppa la storia raccontata da García Bernal. Il suo è un ruolo contenuto, presente soltanto in alcune scene, ma Martin ha spiegato di aver accettato immediatamente quando García Bernal gli ha proposto di partecipare al progetto.
Per lui contava soprattutto tornare a lavorare in lingua spagnola e sentirsi parte di un cinema autenticamente latinoamericano, un universo artistico nel quale ha dichiarato di sentirsi particolarmente a proprio agio e nel quale vorrebbe continuare a lavorare. Martin figura inoltre tra i produttori del progetto, confermando così un coinvolgimento che va oltre la semplice interpretazione e dimostra il suo interesse per una nuova fase della propria carriera cinematografica. Il film racconta la vicenda di Camilo, un bagnino cubano che salva dall’annegamento un potente imprenditore messicano e riceve da quest’ultimo la possibilità di trasferirsi nello Yucatán e lavorare nella sua fabbrica.
Quella che inizialmente sembra l’occasione per costruire una nuova vita si trasforma progressivamente in una storia sulle differenze sociali, sull’identità, sulle ambizioni e sulle maschere che gli individui sono costretti a indossare per essere accettati. È proprio questa dimensione latinoamericana ad avere affascinato Ricky Martin, che ha sottolineato quanto fosse importante per lui prendere parte a un progetto cinematografico nella propria lingua e legato culturalmente alle sue origini. L’incontro con Gael García Bernal appare così come uno dei passaggi più interessanti della sua evoluzione artistica: due personalità molto diverse, provenienti rispettivamente da Porto Rico e dal Messico, accomunate dalla volontà di raccontare attraverso il cinema una realtà latinoamericana complessa e contemporanea.
Sul red carpet veneziano Ricky Martin ha mostrato il carisma che lo accompagna da oltre quarant’anni, presentandosi con un elegante completo Tom Ford caratterizzato da blazer bianco doppiopetto e pantaloni neri. Ma dietro l’immagine della star internazionale è emersa soprattutto la soddisfazione dell’attore che considera Venezia una nuova conquista professionale. Martin ha ricordato di essere davanti alle telecamere fin dall’età di dodici anni, ma ha riconosciuto che partecipare per la prima volta alla Mostra del Cinema come interprete di un film rappresenta qualcosa di completamente diverso.
Un momento importante non soltanto per lui, ha spiegato, ma anche per i suoi figli e per ciò che considera la propria eredità artistica. A Venezia ha parlato anche della nuova generazione di artisti latinoamericani, citando in particolare il connazionale Bad Bunny, nel quale ha detto di rivedere qualcosa di se stesso di venti o trent’anni fa. Il messaggio rivolto ai giovani artisti è stato quello di non avere paura di esprimersi, continuando ad andare avanti con forza, coraggio e ottimismo.
Dopo una carriera che lo ha trasformato in una delle figure fondamentali della diffusione mondiale della musica latina, Ricky Martin sembra dunque guardare sempre più attentamente al cinema come a un nuovo territorio espressivo. La Mostra di Venezia 2026 potrebbe rappresentare, da questo punto di vista, non un episodio isolato ma l’inizio di una fase differente della sua carriera. Perché questa volta al Lido non è arrivato semplicemente Ricky Martin, la popstar conosciuta in tutto il mondo.
È arrivato un artista che, dopo decenni di successi musicali, vuole ancora mettersi alla prova, tornare alle proprie radici e trovare nel cinema latinoamericano una nuova storia da raccontare.
I NOSTRI SITI
-
Asher's House Colosseum - Casa Vacanze
E' una elegante “suite” situata a Roma in una palazzina storica degli inizi del ‘900...
-
Shopping Donnadonna.eu
Entra nello shopping online di DonnaDonna.eu
-
Romameeting - blog
Periodico telematico di cultura opinione e spettacolo
-
Donna Donna - blog
Blog al femminile: Interviste, Miss & Moda, speciale donna, libri, eventi
-
RimTraveling.com
Incoming Tour Service
Ultime interviste
-
Intervista a Dominika Zamara, soprano
by Paola Caputo Chi sei Dominika? Domanda apparentemente ovvia, ma è difficile dare una risposta che non sia di parte, ...
-
Nadia Ludovici: «Disegno da sempre. Il mio maestro? Nessuno, sono un’autodidatta»
by Paola Caputo Ironica, creativa e profondamente legata al disegno, Nadia Ludovici racconta il suo percorso artistico, nato senza ...
-
Intervista a Stefania Barbesi, creatrice di moda e bellezza con animo artistico ed innovativo
by Giulio de Nicolais d'Afflitto Chi sei Stefania? Stefania Barbesi, una creatrice di moda e bellezza con animo artistico ed ...
-
Federica Lorusso, ex modella, ora attrice e scrittrice si racconta
by Giulio de Nicolais d'Afflitto Chi sei Federica? Una ragazzina di 50 anni. Forte e di cristallo, in cerca di bellezza, ...
