Pace a Gaza, accordo storico a Sharm el Sheikh: Italia protagonista

Pace a Gaza, accordo storico a Sharm el Sheikh: Italia protagonista

by Giulio de Nicolais d'Afflitto

A Sharm el Sheikh, sulle rive del Mar Rosso, è stato firmato un accordo di pace che potrebbe rappresentare una svolta epocale per il conflitto israelo-palestinese. La città egiziana ha ospitato un summit internazionale che ha riunito più di venti capi di Stato e di governo, tra cui il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il leader egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il Primo Ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani e la Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.

Dopo nove mesi di negoziati riservati, guidati principalmente dalla Casa Bianca con la supervisione di Jared Kushner e dell’inviato speciale Steve Witkoff, le parti hanno raggiunto un'intesa che punta a chiudere una delle fasi più sanguinose del conflitto a Gaza. Il piano, che prevede una serie di misure coordinate, punta alla smilitarizzazione della Striscia, al rafforzamento della sicurezza per Israele e all’avvio di un ampio programma di ricostruzione civile. Gli accordi includono un cessate il fuoco immediato, il ritiro dell’esercito israeliano da posizioni chiave, uno scambio di prigionieri, la formazione di un governo palestinese tecnocratico sotto supervisione internazionale, e l’apertura di corridoi umanitari.

L’Italia ha assunto un ruolo di rilievo durante l’intero processo. Giorgia Meloni ha annunciato un sostegno finanziario di mezzo miliardo di euro per la ricostruzione e ha proposto un programma educativo rivolto ai giovani palestinesi, da sviluppare con il coinvolgimento delle università italiane. Roma si è inoltre dichiarata disponibile a fornire truppe per la missione di stabilizzazione prevista dall’accordo e ha lavorato attivamente per facilitare il dialogo tra Israele e i principali attori arabi coinvolti.

Il contesto geopolitico potrebbe subire importanti cambiamenti. Il sostegno degli Stati Uniti e il coinvolgimento diretto di Paesi come Turchia, Qatar ed Egitto suggeriscono una volontà condivisa di mettere fine a una crisi che da anni mina la stabilità della regione. Ora l’attenzione si concentra sull’attuazione concreta degli impegni presi. Le prossime settimane saranno cruciali per verificare la reale tenuta del cessate il fuoco e per avviare le prime fasi operative del piano.

In un panorama internazionale spesso segnato da impasse diplomatiche, l’accordo di Sharm el Sheikh rappresenta un raro segnale di pragmatismo e volontà politica. Se sarà rispettato nei suoi punti fondamentali, potrà aprire una nuova stagione di dialogo, sviluppo e coesistenza. Il contributo italiano, concreto e propositivo, dimostra come anche un Paese europeo possa giocare un ruolo strategico nei grandi dossier della politica estera. Un passo avanti per la pace e per l’Europa. 

Pubblicato: 15/10/2025
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