Natale 2025 in Ucraina: tradizione, fede e unità nazionale in tempo di guerra
by Maryana Bilyk
KYIV – In Ucraina il Natale 2025 è stato celebrato come molto più di una festa religiosa. Tra processioni nel cuore della capitale, antichi riti familiari e messaggi istituzionali carichi di significato, le festività hanno assunto il valore di un atto collettivo di identità, memoria e resistenza, in un Paese ancora segnato dalla guerra.
Processioni e celebrazioni pubbliche
Il 25 dicembre una grande processione natalizia ha attraversato il centro di Kyiv, partendo da Piazza San Michele e arrivando fino a Piazza dell’Indipendenza. Centinaia di persone – famiglie, gruppi folkloristici, veterani e militari – hanno sfilato portando stelle natalizie e cantando i tradizionali koliadky.
Secondo la stampa ucraina, l’iniziativa ha unito la dimensione religiosa a quella civile, trasformandosi anche in un momento di ricordo per i caduti della guerra e di rafforzamento dell’unità nazionale.
La centralità della fede e della comunità
Accanto alle manifestazioni pubbliche, il Natale è stato vissuto soprattutto nelle chiese. A Mykolaiv e in numerose altre città, come riportato dai media locali, le messe natalizie si sono svolte regolarmente, con una forte partecipazione dei fedeli.
Durante le omelie, i sacerdoti hanno insistito sui temi di pace, speranza e solidarietà, sottolineando l’importanza della coesione sociale in un momento di grande difficoltà per il Paese.
Il Natale in famiglia: riti antichi
Il cuore della tradizione resta la Vigilia di Natale (Sviat Vechir), celebrata la sera del 24 dicembre. La cena inizia solo dopo la comparsa della prima stella, simbolo della nascita di Cristo, e prevede dodici piatti senza carne, in riferimento ai dodici apostoli.
Al centro della tavola c’è la kutia, a base di grano, miele e semi di papavero, simbolo di vita, memoria degli antenati e speranza per il futuro. In molte case è presente anche il didukh, un covone di grano decorato che rappresenta il raccolto e il legame tra le generazioni.
Canti e simboli dell’identità culturale
I canti natalizi tradizionali, i koliadky, continuano a essere un elemento fondamentale delle celebrazioni. Tra questi spicca Shchedryk, noto nel mondo come Carol of the Bells, oggi percepito non solo come un canto natalizio, ma come un simbolo dell’identità culturale ucraina e della sua capacità di resistere anche nei momenti più difficili.
Messaggi istituzionali e valore politico
Alla dimensione religiosa e culturale si è affiancata quella istituzionale. Nella vigilia del Natale, il presidente Volodymyr Zelenskyy ha rivolto un messaggio alla nazione, invitando gli ucraini a restare uniti e a credere nella pace, definita come il desiderio condiviso di tutto il popolo.
La stampa ha inoltre ricordato che, dal 2023, l’Ucraina celebra ufficialmente il Natale il 25 dicembre, una scelta simbolica che rappresenta unità nazionale e distacco dalla tradizione russa, oltre a un avvicinamento culturale all’Europa occidentale.
Celebrare sotto la guerra
Le festività si sono svolte, tuttavia, in un contesto segnato dalla guerra: attacchi, blackout e lutti hanno continuato a influenzare la vita quotidiana. Nonostante questo, il Natale non è stato cancellato, ma vissuto come un momento di resilienza collettiva.
Anche esponenti militari e istituzionali hanno utilizzato il Natale per lanciare appelli alla solidarietà e alla responsabilità comune.
Un Natale che va oltre la festa
Il Natale 2025 in Ucraina emerge così come una celebrazione che va oltre l’aspetto festivo. È un Natale fatto di fede, tradizioni antiche e partecipazione pubblica, ma anche di consapevolezza e memoria.
In un Paese in guerra, celebrare il Natale significa affermare la propria identità, ricordare chi non c’è più e continuare a guardare al futuro con speranza.
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