Pina Picierno in sciopero della fame per Oleshky: la mobilitazione nonviolenta per salvare i civili ucraini

Pina Picierno in sciopero della fame per Oleshky: la mobilitazione nonviolenta per salvare i civili ucraini

by Liliya Bilyk (Presidente Ass.ne Ukraina in Europa Aps) 

ROMA, 23 ottobre 2026 – Da diversi giorni Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, ha iniziato uno sciopero della fame per richiamare l'attenzione della comunità internazionale sulla drammatica situazione umanitaria di Oleshky, città ucraina occupata dalle forze russe, dove centinaia di civili vivono in condizioni di estrema difficoltà, privati degli aiuti essenziali e della possibilità di fuggire in sicurezza.

A Oleshky, in Ucraina, migliaia di persone sono intrappolate in un territorio occupato dall’esercito russo, senza accesso regolare a cibo e medicine. Le aree minate rendono estremamente pericolosa la fuga: chi resta rischia di morire di fame, chi tenta di andarsene rischia la vita.

Pina Picierno, che io ringrazio per tutto ciò che fa da tempo per il mio popolo ucraino,  è europarlamentare dal 2014 e vicepresidente del Parlamento europeo dal 2022. Da anni si occupa di diritti umani, democrazia e politica internazionale, distinguendosi per il sostegno all'Ucraina e per le iniziative in difesa delle popolazioni colpite dall'aggressione russa.

Con la campagna #SaveOleshky, Picierno ha promosso una mobilitazione civile, collettiva e nonviolenta che chiede una tregua umanitaria immediata, l'accesso di cibo e medicinali e l'apertura di corridoi sicuri per consentire l'evacuazione della popolazione.

A Oleshky, nella regione di Kherson, secondo i dati richiamati dalla campagna sulla base delle informazioni della missione ONU, si trovano ancora circa 1.700 civili, tra cui 47 bambini, intrappolati in un territorio devastato dalla guerra. Le condizioni di sopravvivenza sono aggravate dalla scarsità di alimenti, dall'assenza di adeguate cure mediche, dalle difficoltà di approvvigionamento e dalla presenza di mine lungo le possibili vie di fuga.

La campagna propone un'azione diplomatica accompagnata da una mobilitazione nonviolenta, finalizzata a ottenere risultati concreti per la sicurezza della popolazione civile. Lo sciopero della fame ha raccolto numerose adesioni, coinvolgendo esponenti politici, associazioni, intellettuali e cittadini che hanno scelto di partecipare anche attraverso digiuni a staffetta.

L'obiettivo dichiarato è costruire una partecipazione quanto più ampia e trasversale possibile, superando le appartenenze politiche e le divisioni ideologiche. La difesa della vita umana, infatti, costituisce il principio fondamentale attorno al quale si sviluppa l'intera iniziativa. La mobilitazione interpella anche coloro che sostengono la necessità di privilegiare la via negoziale rispetto alla prosecuzione delle operazioni militari, offrendo un terreno concreto di confronto sulla protezione dei civili.

L'emergenza di Oleshky richiama inoltre l'attenzione sulle responsabilità delle parti in conflitto nel garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario.

La richiesta di una tregua locale, dell'ingresso degli aiuti e dell'evacuazione volontaria dei residenti rappresenta il nucleo essenziale dell'appello internazionale. La campagna #SaveOleshky dimostra come la mobilitazione civile possa affiancare le iniziative delle istituzioni europee e degli organismi internazionali nella ricerca di soluzioni umanitarie. In questo contesto, lo sciopero della fame di Pina Picierno vuole mantenere alta l'attenzione su una popolazione rimasta a lungo ai margini del dibattito pubblico.

Il messaggio dell'iniziativa è che la pace non può limitarsi a una dichiarazione di principio, ma deve tradursi in azioni verificabili, capaci di proteggere concretamente la vita dei civili.

Pubblicato: 23/10/2026
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