9 maggio a Venezia: la Biennale del Dissenso contro propaganda russa e disinformazione

9 maggio a Venezia: la Biennale del Dissenso contro propaganda russa e disinformazione

Il 9 maggio non è una data qualsiasi. È il giorno in cui l’Europa afferma se stessa come spazio di libertà, diritto e democrazia.

Per questo, Europa Radicale sarà a Venezia con la sua Biennale del Dissenso. Europa Radicale, Certi Diritti, Radicali Venezia e Arts Against Aggression lanciano un appello a partiti e società civile: no al Padiglione Russia come megafono di un regime liberticida.

Non è una posizione contro l’arte. È una posizione contro l’uso dell’arte come strumento di propaganda e come copertura di un sistema che reprime, invade e cancella libertà. Mentre la Biennale apre al Padiglione Russia, Europa Radicale e le organizzazioni promotrici portano in laguna le voci che quel regime mette a tacere: artisti dissidenti, attivisti, popoli colonizzati e oppressi dall’imperialismo russo.

Non esiste neutralità tra chi difende la libertà e chi la reprime. La cultura europea non può diventare terreno di legittimazione per sistemi autoritari.

In questo contesto, emerge con forza anche la dimensione meno visibile ma decisiva del conflitto: quella della disinformazione. Come evidenziato nell’analisi del filosofo italiano Giulio de Nicolais d'Afflitto, la propaganda russa opera in Europa e in Italia attraverso strategie sistematiche che mirano a distorcere la percezione dei fatti, alimentare divisioni e indebolire la fiducia nelle istituzioni democratiche. Non si tratta soltanto di singole fake news, ma di una costruzione narrativa continua, pensata per confondere, relativizzare le responsabilità e normalizzare l’aggressione.

A sottolinearlo è anche la professoressa e regista ucraina Liliya Bilyk, Presidente di Ukraina in Europa - APS:  “La propaganda russa non si limita a raccontare una versione alternativa della realtà: lavora per rendere la verità irrilevante. In Italia, come in altri Paesi europei, questa strategia si insinua nel dibattito pubblico, sfruttando fragilità e amplificando conflitti interni. Difendere lo spazio culturale europeo da queste interferenze significa difendere la libertà stessa. Non possiamo permettere che l’arte e la cultura diventino strumenti di legittimazione per chi usa la disinformazione come arma di guerra.”

Per questo, la Biennale del Dissenso si configura non solo come un’iniziativa simbolica, ma come un atto politico e culturale: riaffermare che l’Europa non è neutrale di fronte all’autoritarismo e non può concedere spazi di rappresentazione a chi utilizza ogni mezzo – militare, culturale e informativo – per minare i suoi valori fondamentali.

📍 L’appuntamento è per il 9 maggio – ore 10:00 - Ponte della Paglia e poi in corteo fino ai Giardini della Biennale. 

Intanto il 30 aprile, La giuria internazionale della Biennale di Venezia 2026 si è dimessa in blocco. Tra i membri principali figuravano Solange Farkas, Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose e Marta Kuzma. La decisione è legata al caso del padiglione della Russia, al centro di forti tensioni politiche. Non condividendo la linea ufficiale della Biennale sulla partecipazione russa, hanno scelto di lasciare l’incarico.

Pubblicato: 02/05/2026
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