Cayetana Alvarez de Toledo denuncia l’applauso negato

Cayetana Alvarez de Toledo denuncia l’applauso negato
by Giulio de Nicolais d'Afflitto
 
Ci sono momenti in cui la politica rivela la sua natura più profonda non attraverso le parole, ma attraverso i gesti. E talvolta, attraverso le omissioni. La vicenda che ha coinvolto María Corina Machado, il suo Premio Nobel per la Pace e la reazione del Congresso spagnolo è uno di quei momenti in cui il non detto diventa più eloquente del detto.
 
María Corina Machado, simbolo della resistenza democratica venezuelana, ha scelto di consegnare simbolicamente la medaglia del suo Nobel al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Un gesto che non trasferisce un titolo — perché i titoli non si trasferiscono — ma che trasferisce un messaggio: la libertà non è un bene negoziabile, e chi la difende merita riconoscenza.
 
In Spagna, però, la discussione non si è concentrata sul significato del gesto, ma sulla reazione del Governo. O meglio: sulla sua assenza.
 
È stata Cayetana Álvarez de Toledo, deputata del Partido Popular, a portare il tema nell’aula del Congresso. Con la sua consueta lucidità polemica, ha chiesto un applauso ufficiale per Machado. Non un atto di partito, ma un riconoscimento istituzionale verso una donna che ha pagato con persecuzioni, minacce e isolamento la sua fedeltà alla democrazia.
 
La scena che ne è seguita è diventata un simbolo: una parte dell’emiciclo si è alzata in piedi, mentre i deputati del PSOE e dei loro alleati sono rimasti seduti, immobili, alcuni con lo sguardo fisso sul cellulare.  
Un’immagine che pesa più di mille discorsi.
 
Álvarez de Toledo ha colto l’occasione per denunciare ciò che da tempo sostiene: che il Governo spagnolo ha paura di Maduro, che mantiene un’ambigua equidistanza verso il chavismo, che contribuisce — consapevolmente o meno — a “blanquear”, ripulire l’immagine di un regime che ha distrutto le istituzioni venezuelane.
 
Le sue parole non sono state un eccesso retorico, ma la constatazione di una realtà: la politica estera spagnola, negli ultimi anni, ha oscillato tra prudenza, calcolo e una sorprendente mancanza di coraggio morale.  
E quando la prudenza diventa silenzio, il silenzio diventa complicità.
 
Sul gesto di Machado verso Trump, Álvarez de Toledo non ha costruito un discorso parlamentare specifico. Ma ha espresso una lettura chiara: non si tratta di un atto di adesione ideologica, bensì di un riconoscimento verso chi, in un momento critico, ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.  
In altre parole: Machado non ha premiato un uomo, ma un atteggiamento.
 
Il punto, però, non è Trump.  
Il punto è la libertà venezuelana.  
E il modo in cui la Spagna decide di guardarla.
 
In un’epoca in cui le democrazie occidentali sembrano aver perso la capacità di distinguere tra prudenza e viltà, il caso Machado diventa un test morale.  
E il Congresso spagnolo, in quel momento, lo ha fallito.
 
Non applaudire una donna che lotta per la libertà non è neutralità: è un messaggio.  
E quel messaggio, purtroppo, è arrivato forte e chiaro.
 
La politica non è solo gestione del potere: è anche scelta di campo.  

E quando la libertà è in gioco, non esistono zone grigie. 

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Cayetana Alvarez de Toledo: democrazia in Spagna e Venezuela. La missione storica del PP.

DA ZAPATERO A SANCHEZ, VENEZUELA E IRAN. E UN DECALOGO PER UNA NUOVA CONVIVENZA SPAGNOLA (il discorso completo di Cayetana Alvarez de Toledo )

 

Pubblicato: 18/01/2026
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