Insieme saremo più forti — è una verità di cui oggi l’Ucraina e il mondo hanno profondamente bisogno
by Petro Olar @RadioUkrEurope.com Radio Onda Ucraina dall’Europa
Appunti dopo l’incontro presso il Consolato dell’Ucraina a Málaga
Il 4 aprile 2026, presso la sede del Consolato dell’Ucraina a Málaga, si è svolto un incontro tra il Console dell’Ucraina Volodymyr Lukianov, i dipendenti dell’istituzione consolare e i rappresentanti delle associazioni ucraine dell’Andalusia e delle regioni vicine. Alla discussione hanno partecipato rappresentanti delle comunità di Málaga, Siviglia, Fuengirola, Marbella, Almería, Mijas, Roquetas del Mar, Cartagena, Adeje e Murcia. Si è parlato del sostegno alle Forze Armate dell’Ucraina, di iniziative umanitarie, progetti culturali e coordinamento delle attività delle comunità.L’incontro si è concluso con le parole: «Insieme siamo più forti!» Ed è proprio questa frase che mi ha fatto riflettere ancora una volta.Perché in quarant’anni di lavoro giornalistico in Europa l’ho sentita decine di volte.
Ma molto più raramente l’ho vista realizzata davvero.
Un console che non ha fretta di concedere interviste: Sono rimasto sinceramente sorpreso. Davanti a noi c’era un console piuttosto giovane, ma con una posizione molto matura da uomo delle istituzioni. L’ho incontrato solo due volte nella mia vita. E mi rivolgo a lui con rispetto: Volodymyr Serhijovyč. Tempo fa gli avevo chiesto un’intervista per la radio Radio Onda Ucraina dall’Europa. La sua risposta mi colpì: Preferisco fare ciò di cui dovrei parlare in un’intervista. E saranno gli altri a dire quanto questo abbia migliorato la vita degli ucraini e contribuito a creare un’immagine positiva dell’Ucraina.
Non era la risposta di un funzionario. Era la risposta di una persona che capisce che la diplomazia non sono parole, ma risultati. Dopo questo ho deciso di non tornare sull’argomento dell’intervista per almeno sei mesi. A volte il silenzio lavora meglio di una trasmissione radiofonica.
Un pubblico non semplice: Mi ha colpito anche un altro aspetto. Il console, insieme alle sue giovani collaboratrici — mi pare fossero tre — si è trovato davanti a un pubblico non semplice. Davanti a lui sedevano: presidenti di associazioni, direttrici di scuole del sabato, donne ucraine attive, esperte e sicure di sé. Persone che da anni sostengono la comunità ucraina sulle proprie spalle. E allo stesso tempo persone che talvolta sono sinceramente convinte che persino un’Ucraina ferita dalla guerra debba risolvere i loro problemi finanziari. Non era un dialogo facile. Ma il dialogo c’è stato.
L’amore per l’Ucraina non si misura con le parole: Un uomo presente in sala — purtroppo non sono riuscito a sentire il suo nome — ha spiegato molto bene perché molti dei suoi progetti funzionano senza particolari difficoltà. In quel momento ho pensato e ho detto ad alta voce: Quest’uomo ama l’Ucraina fino alla profondità del proprio portafoglio — e non per questo è diventato più povero. È una qualità rara. Soprattutto oggi.
Una proposta che merita attenzione: Si è parlato molto. Come sempre accade in incontri di questo tipo. Ma tra i vari interventi è stata avanzata una proposta molto concreta: creare un gruppo internet comune per coordinare le buone iniziative delle comunità ucraine. Scambio di esperienze. Sostegno alle iniziative. Diffusione delle buone pratiche. Sembra semplice. Ma spesso proprio le soluzioni semplici funzionano meglio.
Non reinventare la ruota: Sono rimaste impresse
le parole del console: Non bisogna reinventare la ruota — bisogna imparare a usarla e fare ciò che oggi è più necessario per l’Ucraina, affinché possa resistere e vincere il nemico. Non era una formula diplomatica. Era una strategia. È stato sottolineato anche un altro punto importante: le comunità ucraine devono opporsi alla guerra dell’informazione, alle provocazioni russe, alla corruzione e alla disinformazione. Perché oggi il fronte non passa solo in Ucraina. Passa anche qui — in Europa.
Perché “insieme siamo più forti” non funziona ancora sempre: In quarant’anni di lavoro giornalistico in Europa ho visto diverse ondate di emigrazione ucraina: politica, economica, dopo il 2014, dopo il 2022. Esperienze diverse. Caratteri diversi.Aspettative diverse. Per questo le parole «Insieme siamo più forti» restano non solo uno slogan, ma un compito. Non ancora completamente realizzato.
Il lavoro davanti a noi è immenso: Oggi non è più tempo di discutere su chi ha fatto di più.È tempo di fare insieme. Perché il lavoro davanti a noi è enorme. E la cosa principale che si è sentita in questo incontro — tra le parole, tra le frasi, tra le pause — è questa:l’Ucraina resisterà solo quando impareremo non soltanto a parlare di unità, ma ad agire insieme. Ognuno al proprio posto. Ognuno con le proprie possibilità. Ognuno con la propria responsabilità.
Allora le parole «Insieme siamo più forti» smetteranno di essere uno slogan. E diventeranno verità. 🇺🇦
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