Domande eterne alla mamma

Domande eterne alla mamma
by Petro Olar
 
Ho scritto poche poesie su mia madre.
Non perché mancassero le parole, ma perché alcune parole non si possono forzare: devono nascere.
Come sono nato io. Dall’amore. Dalla fede in un tempo buono. Per la gioia.
Perché queste poesie arrivano quando la madre non c’è più da tempo?
Forse perché non sono necessarie a lei, ma a noi.
Per continuare a vivere ciò che è stato detto e ciò che è rimasto in silenzio.
Per chiederci, in verità: abbiamo mantenuto le promesse fatte senza parole, sotto il suo sguardo, nell’infanzia?
La madre non è il passato. È la causa. 
Per ognuno di noi è ciò che la Vergine Maria fu per Gesù:
non un’icona, ma una sorgente viva di luce attraverso la quale il mondo è diventato possibile.
Madre, sei santa nella mia memoria.
Ho voluto dirlo non ad alta voce, ma al tuo ritratto.
Perché un ritratto non interrompe. 
Tace, come tace la verità quando la risposta è più grande delle parole.
Forse questa è la mia preghiera silenziosa.
Non una richiesta. Non una confessione.
Ma un ringraziamento per il fatto che io esisto.
E così è nata questa poesia.
 
Domande eterne alla mamma
 
…che cosa cambia il mondo? —
chiesi
al ritratto di mia madre,
che mi ricordava
che avrei potuto anche non esistere.
Restava in silenzio.
Come tace la verità
quando la risposta è più grande delle parole.
 
E in quel silenzio ho capito:
il mondo non lo cambia il rumore,
ma ciò che accade nonostante tutto.
La mano che non ha lasciato.
La scelta fatta con il cuore.
L’amore che ha detto “sì” — là dove avrebbe potuto esserci il vuoto.
Stavo lì — e il mio respiro era una prova.
 
La mia vita — una conseguenza.
E mia madre — la causa della luce.
Le sue parole: la tua nascita, figlio, — è il prolungamento eterno dell’energia inesauribile dell’amore.
È proprio lei che ha la forza di fermare le guerre,
di costruire una casa dalle rovine,
di piantare un melo,
di crescere un figlio e insegnargli a non avere paura della luce.
 
Tutto questo — da una sola scintilla d’amore
che, forse, fin dai tempi di Adamo non si è mai spenta,
ma si è solo trasmessa di cuore in cuore, 
di tocco in tocco, di scelta in destino.
 
L’amore non invecchia.
Cambia forma:
diventa una culla,
diventa pane sulla tavola,
diventa silenzio accanto
nella notte più buia.
 
E finché genera — il mondo ha senso.

2026-01-19 

Pubblicato: 19/01/2026
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