Ricordiamo… Anna Dushchak. Lì, dove il mondo si fermava sul vetro, la sua anima andava oltre
Ricordiamo… Anna Dushchak. Lei creava quadri di Bene e di Amore, incorniciati dalla finestra.
Lì, dove il mondo si fermava sul vetro, la sua anima andava oltre — nei campi, nel cielo, nel canto degli uccelli.
Non percorreva le strade — erano le strade a venire da lei.
E ogni parola, nata nel silenzio, diventava luce per chi sapeva guardare con il cuore.
Anna Dushchak è entrata nella mia vita come un fiore del mattino, sbocciato durante la notte.
Era colei che aspettava sempre gli ospiti; e quando io arrivavo in aereo, in treno o semplicemente entravo da lei, dimenticavamo il tempo.
Anna non sapeva soltanto scrivere e raccontare: sapeva ascoltare e tacere. E in preghiera, insieme agli uccelli, cantava.
Per lei la cosa più importante era l’amore per la vita…
Ha vinto la morte — e confessava di non averla vinta da sola, ma insieme all’amore e a noi.
Molte persone conoscevano Anna e la ricordano senza attendere date o anniversari: quando nacque la Madonna della Bucovina, una Donna che ebbe il talento e la forza di restare viva nei versi e nei nostri cuori.
Per me personalmente, Anna è rimasta anche in quel film indimenticabile “È venuta da voi”, diventando mia co-creatrice e ispirazione per nuove opere.
Questo film sulla poetessa bucovinese Hanna Dushchak fu realizzato da me, Petro Olar, nel 2007 presso lo studio “Aratta”.
Anna Kyrylivna Dushchak
(nata il 15 ottobre 1959, nel villaggio di Tysovets, distretto di Storozhynets, regione di Černivci — † 17 febbraio 2010)
è passata oltre la soglia dell’eternità, lasciandoci poesie, novelle e racconti.
Molte persone, su diversi continenti, sanno che nel film “È venuta da voi” io, Petro Olar, ho riversato tutto l’amore del mio cuore e della mia anima, perché persone come Anna sono una rarità sulla Terra…
Quanto desidero aggiungere tutto ciò che è rimasto fuori dall’inquadratura: i ricordi e i racconti degli amici.
Raccontano che quando l’insegnante M. Mintenko portò a casa di Anna il suo primo libriccino, lei cercò persino di sollevarsi, come per andare incontro a quel dono.
La giornalista Valentyna Matseruk ricorda che la stessa Anna non sapeva attraverso quali peregrinazioni fosse passata la sua raccolta.
Il primo passo di questa nobile impresa fu compiuto dall’insegnante della scuola di Velykyi Kuchuriv, Harafina Makovii (che, tra l’altro, fu una delle prime a tracciare il sentiero verso la casa dei Dushchak: portava libri, faceva conoscere alla ragazza le novità poetiche, ricordando che l’ex allieva aveva iniziato a scrivere versi già a tredici anni).
Harafina Makovii regalò ad Anna una “penna magica”.
In una delle poesie Anna scrive:
Settimane grigie, mesi e anni
se ne sono andati lenti e svogliati,
e dalla vostra mano leggera
tutto è cambiato nel mio destino.
L’insegnante portò le poesie dattiloscritte alla nota scrittrice bucovinese Halyna Tarasiuk.
Furono molte le porte a cui Halyna Tymofiivna dovette bussare, superando l’indifferenza umana, prima che dalla tipografia distrettuale di Putyla arrivassero mille copie del libro poetico.
«Leggetela, parola d’onore, vi si rischiarerà l’anima», scrive Valentyna Matseruk nel suo articolo “Il mondo meraviglioso dell’amore”, pubblicato sul giornale Bukovyna il 23 aprile 1992, nella rubrica “Di ciò che fa male”.
La toccante prefazione alla raccolta fu scritta da H. Tarasiuk, che la intitolò “Fiorisci, ramo spinoso”, continuando:
“…ramo spinoso, Hanna, nonostante nevi e tempeste,
fiorisci per noi con parola bianca, petalo dopo petalo,
non appassire!”
Con lo stesso titolo uscì la ristampa del 2007 (con il sostegno di Kseniia e Ihor Hapii):
Dushchak Anna. Il fiore miracoloso dell’amore: poesie, liriche.
Leopoli: Svichado, 2007. – 116 pp.
Il libro ha una raffinata copertina lucida ed è illustrato da L. Baranetska, artista americana.
La prefazione è di Volodymyr Mykhalovskyi, redattore del quotidiano regionale Bukovyna, membro dell’Unione Nazionale degli Scrittori dell’Ucraina, che la intitola:
“La verità che nel cuore non trova spazio…”
Egli afferma che «la vera saggezza arriva dal cuore. In definitiva, di che cosa esso è scaldato, da che cosa è turbato, quale sentimento vi dimora non solo del proprio, ma anche del dolore altrui?».
Il tempo passerà come l’acqua nel fiume,
attraverserò tutto: il posso e il devo.
Peccato solo di quel fuoco puro
che cadrà come cenere sull’anima.
“Poche parole su Anja” è stato scritto da una persona davvero vicina alla poetessa: un’ucraina d’America, amica da oltre due decenni, Kseniia Hapii.
Kseniia Hapii è nipote del noto poeta, traduttore e artista Sviatoslav Hordynskyi. Suo marito, Ihor Hapii, è parente diretto della celebre cantante lirica Solomiya Krushelnytska.
Oggi lavora nella comunità greco-cattolica, aiutando gli emigranti, anche dall’Ucraina. È più grande di Anna di undici anni, ha tre figli e sei nipoti. Nel maggio 2008 visitò Anna per la diciassettesima volta.
Un giorno, nel 1992, in uno scompartimento ferroviario (i coniugi Hapii erano diretti a Leopoli, terra natale di Ihor), una sconosciuta donna di Černivci, Valentyna, regalò a Kseniia la raccolta Il fiore miracoloso dell’amore.
La forza dell’amore racchiusa in quei versi colpì profondamente l’americana: comprese che con il suo meraviglioso esempio di pazienza l’autrice avrebbe aiutato altri a «superare la quotidianità e le difficoltà».
Kseniia cita le parole di Anna Dushchak:
«Quando doni amore a qualcuno, acquisti forza… e questa forza poi la doni ad altri nell’amore.
L’anima umana è una sorgente: più attingi, più essa cresce.
Così è anche con l’amore. Se non lo condividi, si inaridisce».
E se ricordiamo che stiamo parlando di una donna piccola e fragile, che da oltre trent’anni non può alzarsi in piedi, non può nemmeno toccarsi il volto con la mano, che osserva il mondo attraverso il vetro di una finestra, e solo la sua fantasia sconfinata «rotola oltre i monti, cammina nei prati e si inebria di primavera»…
La raccolta Il fiore miracoloso dell’amore si apre con una poesia che contiene insieme domanda e risposta, dolore e gioia, realtà e sogno:
E là, oltre il vetro della finestra,
nell’azzurro della rugiada erbe rigogliose,
querce ampie e ricciute,
e il limpido azzurro del cielo.
E là, oltre il vetro della finestra,
i venti intrecciano nidi tra le cime,
e la più cara al mondo
è la voce squillante dei passeri.
E là, oltre il vetro della finestra,
sottili sentieri come nastri
nell’intreccio dei rovi,
e il profumo del tiglio bianco.
E là, oltre il vetro della finestra,
l’orzo maturo ondeggia,
e sento l’usignolo cantare
come se fosse ancora primavera…
Dopo l’uscita della prima raccolta, il nome di Anna Dushchak iniziò ad apparire in numerose pubblicazioni: rubriche poetiche, dialoghi sulla spiritualità, recensioni e testimonianze.
Soprattutto sulle pagine delle riviste e dei giornali Vidrodzhennia, Bukovyna, Chernivtsi, Ridnyi Krai, Literaturna Ukraina, Promin (rivista dell’Unione delle Donne Ucraine del Canada), Nashe Zhyttia (periodico dell’Unione delle Donne Ucraine d’America).
Sui suoi versi vengono scritte canzoni, e artisti da tutta l’Ucraina le dedicano poesie, come il poeta di Kyiv Viktor Sokolov:
La Madonna della Bucovina
Né lamenti né rimpianti del destino,
né nella voce un tono di tristezza…
In un villaggio, presso un campo sconfinato,
vive non una ragazza — una Madonna.
Vive senza alzarsi dal letto,
vede il mondo dalla finestra…
Ma — mio Dio! — che sorriso
così luminoso e incantevole!
(Vidrodzhennia, luglio 2005, n. 7, p. 13)
Petro Olar
e i ricordi degli amici, pubblicati sul giornale “Molodyi Bukovynets”.
Pubblicato: 15/12/2025