COMUNICATO DELLA CASA ANGELO-COMNENO “Pro bono Pacis” dell’Armenia e la Arzebajgian

COMUNICATO DELLA CASA ANGELO-COMNENO  “Pro bono Pacis” dell’Armenia e la Arzebajgian

 a cura di Patrizio Imperato di Montecorvino

La Casa Angelo-Comneno, nella persona del Suo Capo di Nome e d’Arme e, pertanto, a norma del diritto internazionale, avvalendosi di tale prerogativa, si unisce a quanti hanno la responsabilità morale e politica di promuovere e mantenere le sorti della già fragile pace che, costantemente, viene posta a repentaglio e sovente per perversi interessi di potere ancorchè scevri di ogni morale scrupolo, pianificando altresì con ogni cattivo sortilegio mortali promozioni a danno dell’umanità e finanche danneggiando in primis le rare bontà di intenzioni manifestate da taluni responsabili, sia politici che di governo, ma talora annichiliti più dalle buone intenzioni poichè privi di quella condivisa sinergia di aristocratiche risorse pro pacis che, nel corso di una soluzione, pongono come probabile combinato un’impossibile alternativa, ovvero, quella di mettersi nel letto di Procuste. Alberghe soluzioni da nefasti incongruenze.

Pertanto, S.A.I. e R. il Principe Alessio Angelo-Comneno di Tessaglia ed Epiro, quale Ereditario Patrono dell’Unione della Nobiltà Armena – sotto l’Alta protezione spirituale di Sua Santità il Patriarca dell’Armenia Cattolicos Karekin II –  DEPLORA “L’aggressione avvenuta domenica 12 luglio al confine tra Armenia e Azerbajgian il che ricorda il conflitto armato avvenuto tra gennaio 1992 e maggio 1994, avuto a seguito del referendum conservativo del 10 dicembre 1991 e la dichiarazione di nascita della Repubblica  del Nagorno Karabakh-Artsakh.

Un’escalation del conflitto ora rischia di avere gravi ripercussioni internazionali dovute al controllo delle fonti energetiche.

Per questo motivo, Auspichiamo un rinnovato impegno degli sforzi diplomatici per trovare una soluzione a questo problema e rimuovere definitivamente le cause radicali di questo conflitto che, altrimenti, non potrà che causare altro ingerente male e gratuita sofferenza, non solo ad entrambi i Popoli ma agli Stati e Paesi circostanti le cui risorse verrebbero meno allo stesso progresso per questa unica e sola razza del genere umano.

 Il Covid-19 sembrava aver percosso simili coscienza affinché si lavorasse per il bene comune, per l’Ambiente e l’Educazione dell’umanità e quindi per la Pace.

L’affermazione condivisa di quel principio dell’autodeterminazione dei popoli, riconosciuto e sancito dalle Nazione Unite, deve essere il live motiv di tutti i referenti interpellati per arginare la questione di Karabakh.

Per il “caso” del Karabakh la comunita’ internazionale sembra, invece, aver dimenticato che negli ultimi 70 anni il mondo è diventato prevalentemente libero solo applicando il detto e sancito principio.  

L’applicazione, che si vuole ivi cubitalmente ribadire dell’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI ,  solo potrà costituire le ragioni di dialogo, promosso, riconosciuto e sottoscritto dai Paesi aderenti all’Organo delle Nazioni Unite e nondimeno la fondamentale salvaguardia delle radici cristiane della maggioranza armena, presenti nella cultura e nei costumi della Repubblica di Nagorno Karabakh.”

 

Pubblicato: 23/07/2020
Share:


I NOSTRI SITI



Ultime interviste

© Copyright 2012-2020 DonnaDonna.eu - Privacy Policy - Cookie Policy
Realizzazione siti web