Natale 2020

Natale 2020

di S.E.R. Mons.Giuseppe Mani    Arcivescovo emerito di Cagliari

 

La fede cristiana presenta a chi ricerca la verità su Dio un Bambino, che non manifesta soltanto un periodo di passaggio della vita di un uomo, ma una condizione fondamentale per entrare in contatto con la verità, perché con la sua prima manifestazione ci dice: “Se non diventerete come bambini non entrerete nel Regno dei cieli”. Questa è la risposta alle nostre complicazioni e la presentazione che Dio fa di sé a coloro che ricercano il Dio dei filosofi.

Col Natale, il Signore viene e a noi la grazia di saperlo accogliere facendogli spazio nella nostra vita. Non viene per essere sopportato o per condividere gli spazi con altri. Si è fatto attendere da secoli prima che arrivasse “la pienezza dei tempi” e desidera sentirsi considerato “Mio Dio e mio Tutto”.
 
Si presenta a noi con questa carta di identità: “Io sono la via , la verità, e la vita” e non ammette sconti  per chi intende stabilire un reale rapporto con Lui.
 
E’ la via sicura che conduce al Padre, quindi al bene, al bello, all’amore, alla vera gioia.
 
E’ la verità. Chi ha incontrato Lui non ha concluso la ricerca, ma è sulla strada sicura per trovarla. Accogliamo uno che soltanto intravvediamo, “come in uno specchio, come in enigma” in attesa di incontrarlo “faccia a faccia”. Per questo la vita è ricerca di Lui  e di Natale in Natale  ci avviciniamo sempre più, godendo dell’incontro finale.
 
E’ la vita. E’ tutta la vita da vivere intensamente fino a chiamarsi “cristiana”. Una vita che prevede scelte cristiane, stile cristiano, perfettamente coinvolta in una dinamica pasquale. Una vita in cui Cristo è tutto come dice Ignazio di Antiochia: “Parlatemi solo di Cristo. Il resto non mi interessa”.
 
Alcuni anni fa mi trovavo, sotto Natale, in visita a una parrocchia della Sardegna, dove incontrai un gruppo di bambini del catechismo della prima Comunione. Parlando della nascita di Gesù chiesi: ”Cosa avranno detto i pastori alla Madonna quando gli mostrava Gesù bambino?”.  “Uuuh! Come ti assomiglia!”. E’ il più bel complimento che si può fare ad una mamma.  La verità era che non era Gesù che assomigliava a Maria, ma Maria che assomigliava a Gesù. Deve essere il desiderio di ogni cristiano che si confronta col mistero del Natale e che si ferma in contemplazione del presepio. Col Natale si accoglie Gesù, si contempla, si ascolta  e si nutre sempre più il desiderio di assomigliargli perché: “Nessuna lingua può dire, né lettera scrivere, solo chi lo ha provato può dirlo, cosa significhi amare il Signore”.
 
(tratto da www.giuseppemani.it)    GUARDA IL VIDEO
Pubblicato: 26/12/2020
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