Il nutraceutico di Domenico Terenzio abbatte il tasso alcolemico
Domenico Terenzio, conosciuto a livello internazionale per le sue ricerche e per i brevetti che portano il suo nome nel settore dell’agricoltura altamente ecosostenibile e di precisione, è considerato uno dei principali innovatori nello sviluppo di tecnologie finalizzate alla riduzione del consumo di acqua in agricoltura, alla messa a coltura di aree aride, desertiche e marginali e alla realizzazione di fertilizzanti intelligenti capaci di migliorare, su scala mondiale, sia la qualità sia la quantità delle produzioni agricole. Negli ultimi anni ha concentrato la propria attività di ricerca, insieme al dottor Bruno Fornaro, medico plurispecialista, e alla dottoressa Chiara Parisella, biologa molecolare, sulla messa a punto di un formulato totalmente naturale, a base di matrici vegetali, definito unico al mondo per la sua capacità di ridurre il tasso alcolemico dal 50 all’80% entro soli 15 minuti dall’assunzione.
Il formulato è stato brevettato in tutta Europa dalla Dom Terry International Srl di Milano, società fondata e guidata dallo stesso Terenzio.
L’interesse verso una soluzione di questo tipo nasce anche dall’analisi di dati che descrivono un fenomeno di grande rilevanza sanitaria e sociale. In Italia circa 11 milioni di persone consumano alcol quotidianamente, mentre si registra un aumento preoccupante dei consumi tra le donne, che presentano un’attività dell’enzima ADH gastrico inferiore di circa il 50% rispetto agli uomini, e tra i giovani. I consumi raggiungono i livelli più elevati durante i fine settimana e le festività e circa il 50% delle cirrosi epatiche è riconducibile all’abuso di alcol.
A rendere ancora più attuale il tema contribuisce anche il nuovo Codice della Strada del 2025, che ha introdotto un quadro sanzionatorio particolarmente severo. Rimane invariato il limite alcolemico di 0,5 g/L, mentre resta pari a zero per i neopatentati e per i conducenti professionali. Sono state rafforzate le sanzioni, con multe fino a 6.000 euro, arresto fino a dodici mesi e confisca del veicolo nei casi previsti, oltre all’introduzione dell’obbligo dell’alcohol interlock per i recidivi. Contestualmente è cresciuta l’attenzione, sia istituzionale sia sociale, verso i rischi legati al consumo di bevande alcoliche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti riconosciuto l’alcol come un veleno per l’organismo umano.
Dal punto di vista fisiologico, l’etanolo viene assorbito rapidamente nel sangue attraverso un processo di diffusione. La presenza di cibo nello stomaco rallenta questo assorbimento, mentre una quota compresa tra il 2 e il 10% viene metabolizzata direttamente nello stomaco prima di raggiungere il fegato. La principale via metabolica è quella dell’alcol deidrogenasi (ADH), che trasforma l’etanolo in acetaldeide, una sostanza altamente tossica, successivamente convertita in acetato. Nei consumatori cronici entra in gioco anche il sistema MEOS, attraverso l’enzima CYP2E1, che aumenta la produzione di radicali liberi e, di conseguenza, il danno ossidativo. L’acetato viene quindi trasformato in Acetil-CoA e immesso nel ciclo di Krebs, mentre l’acetaldeide è responsabile della formazione di addotti proteici, considerati neoantigeni, oltre a provocare danni ai mitocondri. Una quota compresa tra il 5 e il 15% dell’alcol viene infine eliminata attraverso il respiro e le urine.
Gli effetti dell’alcol sull’organismo sono molteplici. A livello epatico si assiste a una progressione che può partire dalla steatosi per evolvere in epatite alcolica, fibrosi e infine cirrosi, una condizione che interessa circa il 30% dei forti bevitori. L’intestino subisce un aumento della permeabilità, fenomeno noto come “leaky gut”, accompagnato da una riduzione dei batteri produttori di acidi grassi a catena corta (SCFA). Anche pancreas e reni sono esposti a infiammazione cronica e ai danni provocati dall’acetaldeide, mentre il sistema nervoso risente di neuroinfiammazione, alterazioni dei neurotrasmettitori e sviluppo della dipendenza.
Alla base di questi danni vi sono diversi meccanismi biologici. L’accumulo di NADH favorisce la steatosi epatica e ostacola l’ossidazione dei grassi; lo stress ossidativo provocato dai radicali liberi determina danni cellulari e al DNA; l’attivazione del sistema MEOS accelera il metabolismo di farmaci e sostanze cancerogene; inoltre, la riduzione delle vitamine, in particolare B1 e B6, e di diversi ormoni contribuisce allo sviluppo di avitaminosi e squilibri endocrini.
Secondo quanto illustrato dai ricercatori, il nutraceutico brevettato da Domenico Terenzio agisce attraverso un meccanismo innovativo. Una bustina da 10 grammi viene sciolta in circa 40 millilitri di acqua naturale a temperatura ambiente. La soluzione deve essere mantenuta nel cavo orale per circa 30-40 secondi, effettuando una sorta di risciacquo. Durante questa fase circa due terzi dei sali minerali e delle vitamine presenti nel formulato vengono assorbiti per via sublinguale prima di raggiungere l’intestino.
Parallelamente, la fibra solubile non digeribile contenuta nel nutraceutico intercetta l’alcol già a livello del cavo orale, proseguendo la propria azione lungo il tratto gastroesofageo fino a raggiungere il microbiota intestinale, spesso definito il secondo cervello e oggi considerato un vero e proprio organo per il ruolo fondamentale svolto nell’equilibrio dell’organismo. Qui vivono miliardi di batteri che utilizzano le fibre del preparato come pabulum, cioè come substrato nutritivo. La loro fermentazione determina un’importante produzione di acidi grassi a catena corta, gli SCFA, tra cui acido acetico, acido propionico e acido butirrico, sostanze considerate autentici farmaci naturali.
Tra questi, il butirrato rappresenta il composto maggiormente studiato per le sue proprietà protettive. Esso svolge infatti un’importante azione di difesa a livello epatico e intestinale contro i danni provocati dal consumo di alcol. Gli SCFA sono molecole prodotte dal microbiota intestinale durante la fermentazione delle fibre prebiotiche e rivestono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio metabolico.
Il problema è che il consumo di alcol altera profondamente il microbiota intestinale, riducendo la presenza dei batteri produttori di SCFA. Questa alterazione aumenta la permeabilità intestinale, favorendo il passaggio di endotossine nel circolo sanguigno, con conseguente infiammazione sistemica e aggravamento del danno epatico. Gli SCFA, e in particolare il butirrato, contribuiscono invece al ripristino della barriera intestinale rafforzando le cosiddette giunzioni strette, riducono la steatosi e l’epatite alcolica, esercitano un effetto protettivo sul sistema nervoso e, secondo diversi studi, possono contribuire anche alla riduzione del craving, ovvero del desiderio compulsivo di assumere alcol.
Il nutraceutico sviluppato da Domenico Terenzio si distingue inoltre per una serie di caratteristiche che lo rendono, secondo i promotori, unico nel panorama internazionale. Si tratta di un prodotto completamente naturale, coperto da brevetto europeo già concesso e pubblicato nei diversi Paesi, compresi Svizzera e Regno Unito. Il formulato è stato validato scientificamente attraverso collaborazioni universitarie, può vantare quattordici Health Claims approvati dall’EFSA ed è presentato in forma di polvere inodore e insapore, caratteristica che ne facilita l’utilizzo. La sua azione è definita triplice, poiché combina un effetto prebiotico, un’attività antiossidante e la capacità di ridurre il tasso alcolemico.
Dal punto di vista commerciale, il prodotto si propone come una soluzione priva di concorrenti diretti grazie alla combinazione delle sue caratteristiche distintive. Intende rispondere a una domanda crescente e ancora insoddisfatta, rivolgendosi ai consumatori consapevoli, al settore della sicurezza stradale, al comparto farmaceutico e al mercato del benessere, facendo leva su un know-how esclusivo costruito nel corso di anni di ricerca scientifica.
Tra i benefici funzionali attribuiti al nutraceutico figurano la riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, il miglioramento del metabolismo energetico e dei macronutrienti, il rafforzamento del sistema immunitario, la protezione delle cellule dallo stress ossidativo, il contributo al normale funzionamento del sistema nervoso, il mantenimento dell’equilibrio della flora intestinale e il supporto al mantenimento di normali livelli di glucosio nel sangue.
A questi si aggiungono ulteriori effetti funzionali dichiarati, tra cui il contributo alla normale funzione psicologica, al mantenimento della salute di capelli e unghie, alla normale funzione tiroidea, al metabolismo dell’omocisteina, alla formazione dei globuli rossi, alla normale spermatogenesi e ai processi di divisione cellulare, oltre a una più generale azione di supporto metabolico e anti-aging.
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