Intervista a Gisela Josefina López, venezuelana: cantautrice, poetessa è scrittrice di racconti

Intervista a Gisela Josefina López, venezuelana: cantautrice, poetessa è scrittrice di racconti
 
by Giulio de Nicolais d'Afflitto
 
Abbiamo incontrato Gisela Josefina López, cantautrice e scrittrice venezuelana originaria di Caracas, ha ricevuto il Premio di Spoleto con il suo libro di racconti. Autrice di numerosi brani, poesie e testi dedicati alla libertà del suo Paese, porta avanti la sua battaglia civile trasformando la musica e la parola in strumenti di resistenza e memoria.
 
Quando hai capito che l’arte sarebbe stata una parte importante della tua vita?
 
L’ho capito fin da bambina. Ricordo l’emozione enorme e la gioia che provavo ascoltando musica insieme a mio padre: è stato lui a insegnarmi a cantare e a trasmettermi questa passione. Da quel momento, ogni volta che entravo in contatto con una forma d'arte, la mia curiosità creativa e il mio pensiero crescevano insieme a essa. L'arte non è stata una scelta, ma un'evoluzione naturale del mio essere.
 
Come descriveresti la tua relazione con le tue radici venezuelane e come influenzano la tua creatività?
 
Descriverei il mio rapporto con il Venezuela come un legame indissolubile. Io stessa sono il risultato di una transculturazione, un mix di radici che appartengono a un popolo intriso d’arte. Qualsiasi progetto io sviluppi porta con sé, inevitabilmente, il segno distintivo del mio Paese. Il Venezuela non è solo il luogo da cui vengo, è l'anima che guida la mia mano e la mia voce.
 
Quali generi senti più vicini alla tua anima e perché?
 
Amo profondamente tutta la musica, a partire dalla classica, per la quale nutro un amore speciale come ascoltatrice. Sebbene io abbia scritto e interpretato generi diversi, se dovessi scegliere quelli che risuonano di più con la mia essenza, direi le ballate e i bolero. Sono una romantica nell’anima e nel pensiero, e questi generi mi permettono di esprimere appieno quella sensibilità.
 
Quale progetto ti ha dato più soddisfazione finora?
 
Musicalmente, ogni opera mi regala una soddisfazione unica perché in ognuna lascio una traccia d’amore. Un ruolo fondamentale lo gioca il Maestro Giovanni Caruso: lui cura tutti i miei arrangiamenti e riesce a tradurre il messaggio dei miei testi in musica in modo magico, accarezzandomi l'anima.
In ambito letterario, invece, mi sento ancora in un percorso di scoperta. Scrivere non è facile, ma ringrazio il mio inconscio che mi permette di sognare e sorridere, spingendomi a trasformare le mie riflessioni in parole per continuare a imparare dalla vita.
 
Parlaci del tuo libro premiato a Spoleto.
 
Il premio a Spoleto è stato un riconoscimento meraviglioso e inaspettato, arrivato nel momento perfetto. Il libro tratta una tematica universale: è un’opera semplice ma intensa, capace di parlare a tutti superando i confini delle singole condizioni personali. È un progetto che mi ha dato molto e per il quale sono profondamente grata.
 
Qual è la tua visione sulla condizione delle donne in Venezuela oggi?
 
Questa domanda mi tocca profondamente. Le donne venezuelane sono straordinarie: coraggiose, forti, con un senso ancestrale della famiglia e una resilienza incredibile. Abbiamo quel sorriso magico che ci accomuna anche nelle difficoltà. Personalmente, sono 27 anni che lotto per la libertà del mio Paese. Ho scritto canzoni, poesie e racconti su questo tema. Credo fermamente che l’arte sia uno strumento di lotta necessario: continuerò a dare voce alla nostra terra finché non sarà libera. 
 
12/02/2026
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