Vittorio Emanuele di Savoia. La famiglia, le teste coronate, gli Ordini e il popolo per il funerale. La nuova era.

Vittorio Emanuele di Savoia. La famiglia, le teste coronate, gli Ordini e il popolo per il funerale. La nuova era.
 
servizio by Sabina Fattibene
 
La mattina del 3 Febbraio 2024 alle ore 7:05 Sua Altezza Reale Vittorio Emanuele, Duca di Savoia e Principe di Napoli, si è spento in Ginevra - ne ha dato notizia la Real Casa, accanto a Sua Altezza la sua famiglia. Avrebbe compiuto 87 anni il 12 Febbraio. Da tempo non stava bene, aveva due protesi all'anca che lo hanno costretto alla sedia a rotelle. A Natale a causa della febbre alta veniva ricovero in ospedale, avrebbe preferito restare a casa con Marina Doria, invece la moglie ha fatto la spola tra la residenza di montagna e Ginevra, pur di stargli accanto. 
 
I Funerali a Torino la tumulazione a Superga, anche se il suo posto sarebbe stato a Roma, tra i reali del Pantheon.
 
La storia di vita di un Principe italiano che ha amato l'Italia
 
Era figlio di Re Umberto II e di Maria Josè: nasce a Napoli e viene battezzato con i nomi Vittorio Emanuele, Alberto, Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano Bernardino Gennaro Maria. Alla Nascita venne acclamato "Principe dell'Impero” e venne proclamato tale dal regime fascista. Poi ricevette il titolo di Principe di Napoli e quello di Principe del Piemonte. Il Re Umberto II aveva in mente di abdicare e di rendere Vittorio Emanuele il Re, spinto anche dal filosofo Benedetto Croce. Dunque, all'età di 6 anni stava per diventare il Re d'Italia, la notizia rende furibondo Hitler che dichiara “Vogliono il bambino ...il bambino prima di tutti” era rivolto a Vittorio Emanuele, principe di Napoli. Ma i venti del cambiamento stavano per arrivare all'orizzonte.
 
Il 2 Giugno del 1946 il Referendum istituzionale diede modo agli italiani di scegliere tra la Monarchia e la Repubblica. Dai voti scrutinati, pare che la scelta Repubblicana abbia vinto, e così cadde per Vittorio Emanuele la possibilità di salire al trono.
 
Aveva 6 anni quando fu costretto a lasciare l'Italia insieme alla madre. Così i Savoia si divisero tra la Svizzera, la Francia e la Corsica, e da allora visse in esilio e ci rimase fino al marzo del 2003. Il Principe Vittorio Emanuele - come ha asserito il figlio Emanuele Filiberto - "era un italiano che amava l'Italia e gli italiani e che con i suoi Ordini Dinastici ha cercato di fare del bene", ma la sua vita è stata molto spesso sotto il mirino di certa stampa pronta ad attaccarlo su tutto, utilizzando ogni pretesto a suo danno.
 
La lettera di Re Umberto II al figlio. 
 
Alla fine degli anni 50 i rotocalchi fra le tante notizie sul Principe diffusero la notizia di una relazione tra il Principe Vittorio Emanuele e l'attrice Dominique Cloudel, che fa andare su tutte le furie il Re Umberto II, tanto che scrisse una lettera al figlio, il 25 gennaio del 1960, nella quale avrebbe preannunciato il proprio rifiuto alla concessione del regio assenso qualora Vittorio Emanuele avesse contratto matrimonio con una donna di stirpe non reale, che il suo matrimonio con la sig.na Claudel avrebbe portato come conseguenza la decadenza da qualsiasi diritto di successione come Capo della casa Savoia e di pretensione al trono d'Italia, perdendo titoli e rango...
 
Anche se la relazione con l'attrice non continuò,le preoccupazioni del re Umberto II non passarono, dato che appare un'altra donna nella vita del Principe, Marina Doria senza una goccia di sangue blu, figlia di un industriale svizzero, di cui si innamora e volle giustamente sposare per amore, un rapporto ostacolato dal padre Umberto che la vedeva forse non adatta a un regnante. Nel 1970 Vittorio Emanuele convola a nozze con Marina Doria a Las Vegas.
 
La crisi dinastica e l'inizio della nuova era.
 
Nel 1983,dopo la morte del Re Umberto II, in Italia si crea confusione sulla questione dinastica, questo genera un alterego fra i due cugini, durante le nozze di Felipe di Spagna,Vittorio Emanuele avrebbe sferrato un pugno al volto di Amedeo d'Aosta, il quale nel 2006 sarebbe stato proclamato Capo della Casa dalla Consulta dei Senatori de Regno, lasciando il suo titolo di duca d'Aosta per diventare duca di Savoia. Amedeo muore nel 2021, ed il titolo di Duca di Savoia sarebbe passato a suo figlio Aimone. 
 
C'è però da dire che il mondo monarchico era diviso, mentre la Consulta dei Senatori del Regno optava per Aimone, la maggioranza degli Ordini dinastici di Casa Savoia sono giustamente per la discendenza diretta, ovvero per Emanuele Filiberto tant'è che oggi con la morte del padre è divenuto questi il Capo di Casa Savoia.
 
E' stata cosa bella vedere il gesto di "Pacificazione" di Aimone d'Aosta ai funerali dello zio. La presenza di Aimone è stata valutata dai presenti come un gesto di pacificazione tra la nuova generazione di membri della famiglia reale dopo i dissidi tra Vittorio Emanuele ed Amedeo d’Aosta circa il ruolo di capo di Casa Savoia, un segnale che dà inizio ad una nuova era. 
 
I Funerali al Duomo di Torino.
 
I solenni funerali per Vittorio Emanuele di Savoia, sono stati celebrati al Duomo di Torino, in una giornata dal cielo plumbeo e piovoso. La cerimonia è iniziata alle ore 15.00 del 10 Febbraio, il feretro è entrato in Duomo sulle note dell'inno Sardo. La bara è stata adagiata su un tappeto in terra, avvolta in una bandiera con lo stemma di casa Savoia, accanto alla bara un sacchetto di terra di Napoli, è stata accompagnata da Emanuele Filiberto che ha raggiunto, alla sinistra dell'altare, Marina Doria, la quale indossava occhiali scuri ed aveva i capelli raccolti in una coda bassa, la moglie Clotilde e le sue due figlie, quindi la principessa Maria Pia, sorella maggiore del Principe scomparso, con accanto i figli, principi di Jugoslavia. I Savoia hanno voluto avere vicino a loro i più stretti amici di famiglia. I più stretti congiunti del Principe Vittorio Emanuele hanno preso posto, in Duomo, di fronte alla cappella che custodisce la Sindone, reliquia che fu donata alla Diocesi di Torino, proprio dal padre di Vittorio Emanuele.
 
Il Duomo era gremito da principi e teste coronate provenienti da tutta Europa, vi erano gli Ordini dinastici di casa Savoia, i vari capi di Stato il granduca Henri del Lussemburgo, il principe Alberto di Monaco. La regina Sofia di Spagna, il Granduca George di Russia, i Principi del Belgio, il Principe reale dell'Arabia Saudita.I reali inglesi hanno inviato una lettera dichiarata "molto affettuosa". Il casato dei Windsor mancava per motivi di salute di alcuni suoi membri. Il principe Aimone e la principessa Olga di Savoia-Aosta. Presente anche il Segretario generale dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata Johannes Niederhauser.
 
Presenti tanti amici di casa Savoia come Guglielmo Giovannelli Marconi nipote dell'inventore della radio, ed anche il pronipote di Garibaldi, Iseo, ed un discendente di Napoleone. Anche gli amici storici Carlo e Camilla dei Borboni delle due Sicilie. Questa amicizia appare molto curiosa, in quanto il movimento neo – borbonico sostiene in maniera accanita Carlo di Borbone ma è anche moto critico con la casa Savoia, tanto da aver contestato violentemente Vittorio Emanuele quando andò a visitare Napoli dopo il rientro in Italia nel 2002, l'anno di cessazione dell'esilio.
 
Presenti i membri di molte delegazioni dell'Istituto Nazionale delle Guardie d'Onore del Pantheon, guidate dal capitano di Vascello Ugo d'Atri, anche l'avvocato Alessandro Sacchi, capo della più antica associazione dei monarchi italiani.
 
Disertano le Istituzioni.
 
La cerimonia è stata celebrata da monsignor Paolo de Nicolò degli Ordini Dinastici della Real Casa. Presenti più di quattrocento invitati, non sono intervente le Istituzioni: dal sindaco di Torino Stefano lo Russo, al governatore del Piemonte, Alberto Cirio, che hanno fatto sapere che non sarebbero intervenuti. Unica eccezione il presidente del Senato Ignazio La Russa, recatosi alla camera ardente nella cappella di Sant'Uberto alla Reggia di Venaria Reale, dove ha reso omaggio al feretro del Principe. La presenza dell'esponente di Fratelli d'Italia era in forma privata, in quanto legato da profonda amicizia ad Emanuele Filiberto. 
La Russa ha dichiarato: “Ci sono luci e ombre – ma non dimentico che la dinastia Savoia è stata artefice dell'unità d'Italia”.
 
La Pacificazione tra Aimone ed Emanuele Filiberto.
 
Nel momento che il feretro di Vittorio Emanuele è entrato nel Duomo di Torino, coperto dalla bandiera tricolore con lo stemma sabaudo, mentre hanno suonato l'inno Sardo, il primo inno nazionale italiano, nessuno avrebbe pensato di vedere Aimone, capo del ramo Aosta, reggere il cordone della bara dello zio Vittorio Emanuele. Questo gesto affettuoso è un segno di pace, rafforzato dall'abbraccio molto sentito davanti all'altare tra Emanuele Filiberto ed Aimone. Un abbraccio accolto con gioia dalle rispettive tifoserie monarchiche, presenti nel Duomo.
 
Per tutto il tempo della cerimonia una pioggia battente a continuato a cadere, ricordava lo stesso tempo dei funerali di Umberto II nel 1983.
 
All'esterno della chiesa una gran folla di persone assiepate, sfidando la pioggia, ha potuto assistere alla cerimonia dai maxischermi installati all'uopo in piazza. In quattromila le persone andate a visitare la camera ardente.  Dopo la cerimonia il feretro è stato portato alla basilica di Superga per la tumulazione.
 
Pubblicato: 13/02/2024
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