Lettera aperta al Presidente Putin di una Russa Meneghina

 

Lettera aperta al Presidente Putin di una Russa Meneghina

Caro Vladimir Vladimirovic, ho pensato tanto a scrivere. Sono in Italia da vent’anni dopo aver finito l’università.

Ho scelto questo Paese, pieno di gioia, e adesso che sono chiusa a casa in quarantena ti devo ringraziare, ma devo ammettere di aver tanta paura e non per colpa dell’inquietante nemico ma per il giudizio della gente, per quello che fai qui per noi. Sai quanto siamo ottimisti di natura e quanto siamo patrioti.

Io sono uscita da Mosca e mi ritengo ragazza post Soviet e dopo tanti anni mi ritrovo chiusa in casa e ho deciso di raccontare come sei. Mia madre è giornalista e ha 84 anni, è ancora in politica e anche lei ti stima tanto.

Ti voglio ringraziare per tutto quello che stai facendo per noi, non so come considerarmi, russa o italiana ma ti vorrei dire che sei un uomo potente quanto umano. Il tuo aiuto qui è molto importante.

La situazione è surreale, ammetto che è come essere in un film di fantascienza : strade vuote, la gente che cammina a testa bassa e tanta confusione mentale. Posso dirti che le persone hanno bisogno di azioni così concrete e tu hai accettato questa sfida e tu stai continuando a mandare aiuti con i nostri 14 aerei Ilyuchin 76, che quando pronuncio mi si stringe il cuore.

Che cosa siamo per te ? Un piccolo Paese a forma di stivale ma hai avuto il tuo solito coraggio a portare medici militari, macchinari per sanificazione, laboratori mobili, specialisti, virologi.

Sono orgogliosa di avere un Presidente così.

È una situazione drammatica per un popolo che non è il tuo.

Tu ami gli italiani e io, russa adottata qui, da parte mia ti ringrazio da parte del Paese in cui vivo e che amo, così sofferente e sono sicura che ti prenderai cura di noi e noi non dimenticheremo. 

Tatiana Vishnyakova
Pubblicato: 25/03/2020
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