ARTE AI TEMPI DEL COLERA - incontro con Marcello Mazzella

 

ARTE AI TEMPI DEL COLERA - incontro con Marcello  Mazzella

by Tatiana Vishnyakova

 

 

 

Marcello Mazzella nato a Napoli, ha studiato all'Istituto d'arte di Napoli e all'Academia di Belle Arti di Brera, ha lavorato a New York dal 1993 al 2001, dove collaborava con Nam June Park e Shigeko Kubota, poi dal 2007 è titolare della cattedra di Scultura, preso il Liceo Artistico di Brera, a Milano.

Buon giorno, Marcello,  in questi giorni viviamo una situazione inquieta, di chiusura, quasi una chiusura mentale e tu dove trovi la tua ispirazione? 

Ciao Tatiana, a parte i primi giorni di quarantena, che hanno coinciso con l'obbligo di stare a casa e con le prime notizie di diffusione del virus, con i contagi e i tanti decessi in aumento,  e che sono stati momenti piuttosto nevrotici e stressanti, dopo un po', mi sono organizzato per andare avanti senza problemi. Devo ammettere che questo è stato possibile finora perché per fortuna la mia famiglia, non ha avuto problemi. Non oso pensare alla povera gente che si ammalata. Con tutto il tempo a disposizione, oltre al lavoro online con la scuola dove insegno, ho avuto finalmente il tempo per sistemare lo studio. 

Ho sentito che stai lavorando adesso per la Fondazione Trussardi #FondazioneTrussardi #viaggidacamera, in questi momenti così difficili, cosa stai creando? 

Infatti 10 giorni fa, ho ricevuto un'email dalla Fondazione Trussardi, in cui  invitavano gli artisti a partecipare ad un'iniziativa online sul Corona virus, per raccontare la propria esperienza. Dato che il tema l'ho trovato subito molto interessante, ho aderito senza esitazione al progetto, cominciando a scattare alcune foto di me stesso, nel mio ambiente domestico, facendo anche dei monologhi instreaming per raccontarmi ed anche delle performance sore love. 

La richiesta  della Fondazione e stata di inserire su questi materiali, postati nei canali più diffusi dei social, i nome della Fondazione, ed il titolo dell progetto:"viaggidacamera". 

Il lavoro è ovviamente  in progress e ne vedremo più avanti gli sviluppi. 

Marcello, i tuoi quadri hanno girato il mondo, hai fatto tante mostre personali: che gente hai incontrato sul tuo cammino? 

Più che i quadro, il mio è lavoro è multimediale, multidisciplinare. Nel 1983, a 18 anni, lascio Napoli, per venire e studiare a Milano, a Brera, dove mi diplomai in scultura, con Alik Cavaliere e Tommaso Trini. Qui ho conosciuto artisti affermati: Fabro, Boriani, Cascella e altri. Frequentando il vivace ambiente artistico milanese, cominciai ad esporre ed a vendere le mie prime opere. Alan Friedman ha miei lavori, ed anche la Famiglia Juker.. 

Nel 1993 ho deciso di cambiare radicalmente vita, per trasferirmi a New York, dove iniziai a frequentare il mondo artistico della grande Mela, e lì ho avuto l'occasione di conoscere il padre della vide Art, Nam June Palk.. Essendo il mio lavoro di questi anni molto sperimentale, cominciai a lavorare da artista indipendente partecipando ad una mostra internazionale, presso il museo Macro di Roma. In seguito ho realizzato diverse mie opere esposte in altre mostre personali a Berlino, poi in Italia e all'estero. 

Sai, Marcello per chiudere ti ringrazio tanto, e ho scelto una tua opera ispirata, alle pratiche creativa di monaci tibetani, come forma di preghiera e meditazione, che esprime una delle tue fasi di creatività, un lungo e complesso processo passato oltre la materia: creatività che si è formata nella Mandala, è un tentativo questo di creare il connubio spirituale uomo-macchina. Sono molto importanti sia il processo che il risultato finale.

Grazie Marcello.

 

Pubblicato: 19/04/2020
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